Bressanone
Ventunesimo compleanno per l’Altstadtfest di Bressanone

Il 26, 27, 28 agosto, la città avrà per il fine settimana un primo cittadino diverso e sarà nelle mani delle associazioni.
Ad onor del vero, la “festa della città vecchia”, nata nel 1978 per volontà del compianto assessore al turismo e commercio Helmuth Kerer, di anni ne ha 44, ma avendo cadenza biennale e osservando gli slittamenti dovuti alla pandemia, è più che lecito concederle l’onore-onere della maggiore età.
E con l’età, qualche capello bianco, tanta attesa e tanta esperienza, ci si prepara a un fine settimana di spettacolo e allegria.
Allora, quando fu ideata ed ebbe luogo per la prima volta, ad onorare l’evento e a sfilare per le vie del centro storico su di una sontuosa carrozza trainata da cavalli c’erano nomi entrati ormai nella storia altoatesina, da Silvius Magnago al vescovo Gargitter, con il sindaco Zeno Giacomuzzi che consegnava simbolicamente le chiavi della città proprio all’ideatore della festa, assessore al commercio e turismo Helmuth Kerer, che, simbolicamente, voleva “risvegliare” il centro storico, presentarlo sotto una luce nuova e arginare l’ineluttabile avvento dei centri commerciali.
Allora la “città vecchia” e gli stand della festa, si estendevano sino al rione di Stufles e ai giardini Rapp, oggi esclusi per contenere le misure di sicurezza e per concentrare i controlli. Insomma i tempi sono cambiati, ma comunque le 49 associazioni che hanno aderito all’invito del Comitato promotore, hanno deciso di dare il meglio di sé.
Come sempre nella storia di questa festa che ha profondi legami con l’Oltralpe e le città gemellate di Austria, Germania, Slovenia, Cekia e Italia (con Mantova), ci sarà un nutrito programma di intrattenimento per bambini, ragazzi e adulti, con gruppi “erranti” dalle estemporanee esibizioni non solo musicali, oltre alle specialità culinarie offerte dai diversi stand.
Una festa unica, che vanta decine di tentativi di imitazione (spesso malriusciti), dove i costumi dei primi dell’800 la fanno da padroni, e dove si rivivono le premesse di quella che poi divenne la “belle epoque”.
Insomma un’atmosfera unica, che spazza definitivamente le ombre di due anni di frustrazioni. Nel pomeriggio di venerdì il corteo d’apertura con il presidente del comitato organizzatore, Joachim Kerer, incaricato di portare con onore il nome di suo padre Helmuth, che “inventò” l’Altstadtfest.
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