Connect with us

Italia & Estero

Musk e la crisi Tesla: proteste, vandalismi e difficoltà sul mercato globale

Pubblicato

-

Condividi questo articolo

Continua la crisi di Tesla sui mercati finanziari. Dall’arrivo di Elon Musk in quel di Washington, le azioni di Tesla hanno visto un tracollo, perdendo più del 40% del loro valore.

Il calo delle vendite coinvolge più di un continente: dalla diminuzione in Cina, passando dal rallentamento in alcune aree negli stessi USA, fino al collasso europeo.

Le proteste contro il capo di Tesla, per via delle sue posizioni politiche e della sua attività alla Casa Bianca, sono state registrate in tutte le parti del mondo. Veicoli, showroom e stazioni di ricarica sono stati bersaglio di vandalismi e incendi dolosi.






Con non pochi problemi, il magnate sudafricano sta cercando di porre rimedio a una situazione che, ogni giorno sembra farsi più complicata. In questo periodo di difficoltà sui mercati finanziari, Musk ha infatti invitato i suoi dipendenti a non vendere le azioni.

Tuttavia, il momento di debolezza non sembrerebbe dovuto solo alle opinioni politiche che vedono in contrasto l’imprenditore e i suoi contestatori, ma anche dall’interruzione della produzione del suo prodotto più apprezzato: il model Y.

Come riporta l’Ansa, l’intera situazione avrebbe portato Trump a organizzare una parata di Tesla sul prato sud della Casa Bianca l’11 marzo e che venerdì le azioni Tesla hanno avuto un rimbalzo del 5%, raggiungendo i 248,71 dollari, forse grazie all’intervento del segretario al Commercio Howard Lutnick su Fox News dove ha asserito che l’acquisto delle azioni di Tesla “non sarà mai più così a buon mercato“.

È bene evidenziare che Tesla ha annunciato il lancio di nuovi modelli più convenienti nella prima metà di quest’anno. Lo scopo parrebbe quello di contrastare la concorrenza sul mercato cinese di Byd.



NEWSLETTER

Archivi

Categorie

più letti