Politica
Fase 2, Roma al contrattacco: messi in discussione 25 punti della legge provinciale

Lo avevano preannunciato e ora l’impugnazione di parti della legge provinciale sulla gesitone della fase 2 in Alto Adige è realtà (Fase 2: il governo impugna la legge provinciale. Boccia: “Inevitabile per sicurezza sul lavoro”).
Sono 25 i punti messi in discussione dal governo, 25 rilievi alle misure locali contenute in una lettera fatta recapitare direttamente ai vertici provinciali.
Contestazioni che non riguardano solamente le direttive sulle riaperture anticipate degli esercizi commerciali in assenza delle adeguate misure di sicurezza previste dall’Inail, ma anche presunti sconfinamenti di competenza.
In sintesi, per il governo l’Alto Adige avrebbe legiferato indebitamente anche in ambiti di competenza stretta dello Stato. Un’ipotesi che viene respinta fermamente dalla Provincia autonoma e dalla Svp che si dice pronta a difendere con le unghie e con i denti una normativa locale che in ogni caso ‘garantisce la copertura assicurativa per gli esercenti‘ e non sarebbe attaccabile sotto il profilo della legittimità.
Una Volkspartei (ma soprattutto la sua ala economica) sul piede di guerra quella che vediamo in queste ore, decisa a non accettare posizioni centraliste e forse propensa anche a togliere l’appoggio all’esecutivo se queste dovessero superare il limite di un’azione moderata sull’attuale struttura della legge provinciale per la gestione della fase 2.
Del resto Kompatscher era stato chiaro nel corso del suo intervento in conferenza stampa la scorsa settimana.
“Noi siamo convinti che la legge poggi su una base giuridica solida – aveva sottolineato – . La difenderemo e siamo anche convinti che eventuali protocolli ancora mancanti non aggiungeranno nulla allo standard di sicurezza da noi adottato, già più severo di quello indicato a livello nazionale”.
Anche sul tema dell’eventuale impugnazione il governatore aveva ribadito “il principio che facciamo valere è quello che la legge provinciale, anche in caso di impugnazione, rimane in vigore. Essa deve essere osservata a livello territoriale locale e fatta osservare. Noi speriamo non sia così, ma in caso affermativo la difenderemo“.
“Lasciamo la decisione ultima su torti e ragioni alla Corte costituzionale“, ha sottolineato l’assessore provinciale Philipp Achammer che tra il resto, relativamente alle riaperture sul suo profilo social ha commentato: “Non tutto è ricominciato senza problemi, ma molti negozi, bar e ristoranti sono stati visibilmente felici di poter finalmente riaprire le loro porte, anche se con rigorose norme di sicurezza.
Ciò che non comprendo però è come da alcune parti si cerchi di rovinare il clima di serenità a lavoratori ed esercenti, asserendo che la copertura assicurativa per gli infortuni sul lavoro non sarebbe stata garantita o che si temono sanzioni e problemi in caso di danni. Diffondere queste disinformazione e alimentare deliberatamente il panico è del tutto irresponsabile!“.
(e.c)
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