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Economia e Finanza

Bonus sanificazione, beffa per le imprese. Cna: “Solo spiccioli”

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La CNA sollecita il Governo a rifinanziare il fondo che riconosce ad artigiani e imprese un credito d’imposta del 60% a fronte delle spese sostenute per sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione. La dotazione di 200 milioni per il 2020 infatti si è rilevata ampiamente insufficiente alla luce della richiesta dai beneficiari e ha così obbligato l’Agenzia delle Entrate a ripartire le risorse, riducendo ad un misero 9% la misura effettivamente utilizzabile del credito d’imposta”.

Lo rende noto la CNA Trentino Alto Adige.

Il presidente regionale Claudio Corrarati aggiunge: “Le nostre aziende, costrette da fattori esterni ad avere maggiori spese, si ritrovano oggi, dopo mesi di emergenza e spese impreviste, a scoprire che gli aiuti sono di gran lunga minori di quanto annunciato. Una tegola pesante anche per il comparto delle pulizie che, in questo modo, si vede fortemente penalizzato per lavori che, oltre ad essere necessari, necessitano di accurata professionalità e competenza che deve essere riconosciuta anche attraverso la corretta valorizzazione del lavoro svolto, il quale ha inevitabilmente costi elevati per le aziende”.






A titolo di esempio, a fronte di una spesa per sanificazione e acquisto dispositivi pari a 30mila euro, si potranno recuperare soltanto 2.800 euro rispetto ai 18mila attesi. Una brutta sorpresa per le tante imprese che, nel rispetto dei protocolli di sicurezza approvati d’intesa con il Governo, hanno realizzato investimenti per oltre 1,27 miliardi per mettere in sicurezza lavoratori e ambienti di lavoro.

Uno sforzo economico da parte delle imprese – conclude la CNA – che merita altrettanto impegno da parte del Governo nel corrispondere il contributo promesso”.

 



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