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Alto Adige

Aggressione Bressanone, l’avvocato Tonon: “Nessuna tentata violenza”

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Non è stato arrestato durante l’aggressione dell’operatrice della Croce Rossa al centro profughi nelle caserme ex Schenoni, ma soltanto in un secondo tempo quando tentava di rientrare nella struttura di Bressanone, nonostante gli fosse stato vietato l’accesso dopo l’intervento dei carabinieri.

Emergono ulteriori dettagli sul caso del richiedente asilo nigeriano finito agli arresti venerdì (9 novembre) e per il quale si è conclusa a Bolzano l’udienza di convalida.

Secondo la ricostruzione di Alessandro Tonon, legale del richiedente asilo arrivato questa mattina (12 novembre) al carcere di Bolzano per l’udienza davanti al giudice Walter Pelino, dopo l’aggressione il 19enne era stato portato in ospedale per accertamenti sul suo stato di salute e per la valutazione di un eventuale ricovero.






L’ospedale però l’ha dimesso e così il nigeriano ha tentato di rientrare nel centro.

Al diniego dei militari dell’Arma il giovane avrebbe tentato di introdursi comunque nell’edificio ed è stato solo allora che sarebbe scattato l’arresto.

“Per ciò che riguarda il decreto sicurezza – ha detto il legale – non conosco le intenzioni del Viminale, ma questo è un soggetto che ha bisogno di aiuto in quanto seguito dal centro di salute mentale e che non aveva alcuna intenzione di aggredire sessualmente“.

“E’ vero che l’operatrice è stata colpita al seno – ha aggiunto Tonon – ma l’azione è avvenuta nella fase in cui il ragazzo era agitato e la volontaria è intervenuta per cercare di calmarlo. Non c’è stata nei suoi confronti alcuna violenza sessuale“.

 

 

 



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