Bolzano
«Codice Rosso»: i Carabinieri contro la violenza di genere

L’arma dei Carabinieri è molto sensibile al tema della violenza di genere e agisce, ogni giorno, con diverse iniziative, anche sociali, per cercare di contrastare qualsiasi forma di comportamento violento e deviante, sia fisico che psicologico. L’Arma, infatti, combatte questo triste fenomeno formando uomini e donne rispettosi della legalità.
Le tante iniziative – che hanno coinvolto i media tradizionali, il web e i social – hanno anche un altro obiettivo fondamentale: quello di convincere tutte le donne che subiscono maltrattamenti o vessazioni di qualsiasi tipo a denunciare con fiducia ai Carabinieri. Non è giusto subire violenze o privazioni della propria dignità neanche all’interno delle mura domestiche, quando l’autore è una persona cara.
È per questo che l’Arma punta a far diminuire il numero dei cosiddetti “reati sommersi”, spronando le vittime a muovere il primo passo verso la libertà: sporgere denuncia.
Tali attività sono un monito anche per chi usa violenza, sappiate che alla giustizia non si scappa, i reati non rimangono impuniti.
La risposta determinata al fenomeno ha visto la formazione di militari specializzati, che possono fornire un aiuto immediato alla popolazione, nonché la presenza delle sale “rosa” per l’audizione protetta realizzate a Brunico, Merano e Laives, grazie anche alla collaborazione di comuni e associazioni private senza scopo di lucro.
Sono delle stanze denominate “tutte per sé“ dove le vittime dei reati più delicati, che riguardano le fasce deboli della popolazione, possono denunciare nel massimo della riservatezza, senza pressioni e nella migliore condizione possibile, perché noi siamo lì per loro, per ascoltarle, comprenderle e aiutarle.
Una “stanza tutta per sé” consiste nell’allestimento, all’interno di caserme dell’Arma, di locali idonei all’ascolto protetto di donne vittime di violenza, che permette, ogni giorno, di accogliere in un ambiente confortevole e meno “istituzionale” le vittime di abusi.
La sfida dell’Arma comincia da lontano, tra i banchi di scuola, e si inserisce nelle numerose attività che vengono svolte nelle scuole, cercando di diffondere la cultura della legalità, parlando con i ragazzi, con i giovani e con i nostri coetanei.
A questo si aggiunge, sin dal 2014, la “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”, strutturata su ufficiali di polizia giudiziaria – marescialli e brigadieri – inseriti nell’ambito delle articolazioni investigative territoriali e formati presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative CC, con specifici corsi.
Nell’ambito di questa iniziativa si inserisce il pool, realizzato in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bolzano, che agisce per tutelare le fasce deboli e che coinvolge direttamente personale dell’Arma dei Carabinieri, formato e specializzato, per fornire al meglio il proprio contributo e aiuto, sia alla popolazione che ai magistrati.
Sul sito www.carabinieri.it, inoltre, è stata dedicata un’intera area tematica sul “codice rosso”, dove è possibile trovare tante informazioni utili su atti persecutori, maltrattamenti, revenge porn, violenza sessuale e altro.
Nell’area tematica è possibile trovare anche il “violenzametro” un test di autovalutazione, elaborato dal Reparto analisi criminologiche del Raggruppamento Carabinieri investigazioni scientifiche (Ra.C.I.S.), per rilevare i segnali del livello di violenza di genere subita in un rapporto di coppia. Contiene consigli utili per chiedere supporto e aiuto in base al livello di violenza riscontrata. Ecco il link dell’area tematica “codice rosso“: http://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/codice-rosso/codice-rosso
Si ricorda anche l’importanza del numero di pubblica utilità “1522″, Help line per la violenza e lo stalking. Come la presenza dei Centri Antiviolenza, presenti su tutto il territorio nazionale.
L’attività operativa nella provincia di Bolzano, da gennaio 2023, diretta a tutelare le fasce più deboli della popolazione, ci ha permesso di identificare circa il 95% delle persone denunciate. Purtroppo, le vittime sono per la maggior parte donne, circa l’86%, e di nazionalità straniera, circa il 67%, anche se la percentuale di vittime italiane, riconducibili al cd. Codice rosso, sono state il 33%.
L’attività repressiva ha visto i carabinieri procedere, per circa il 50% delle volte, per maltrattamenti in famiglia, ma anche per violenza sessuale (9% circa del totale) e per atti persecutori (20% del totale).
L’impegno quotidiano degli uomini e delle donne dell’Arma è innanzitutto finalizzato ad evitare che si verifichino ulteriori “femminicidi” e qualsiasi forma di violenza contro le fasce deboli della popolazione, e tutti quegli altri reati, apparentemente meno gravi, che insidiano quotidianamente le donne.
Un esempio è il fenomeno comunemente denominato stalking, che è ricondotto ai reati di “atti persecutori” (art. 612-bis c.p.), nonché i casi di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) e percosse (art. 581c.p.), con vittima donna. L’Arma dei Carabinieri, dunque, continua a focalizzare il proprio impegno per poter contrastare tali crimini.
Nel 2023, da gennaio i delitti, che si inseriscono nell’ambito del cd. Codice Rosso, perseguiti dall’Arma con riferimento agli atti persecutori sono circa il 20%. Per quanto attiene ai maltrattamenti in famiglia i delitti perseguiti sono circa il 50%.
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